top of page

Circumnavigazione della baia di Baffin, Canada artico, Groenlandia e Passaggio del Nord Ovest

30 agosto - 20 settembre 2025

Fidatissima Hurtigruten, abbiamo trovato per una occasione speciale, un viaggio speciale!Si tratta della prima volta che Hurtigruten offre questa tratta, che è un buon compromesso per l'esplorazione del grande nord, estremo nord fino all'isola di Ellesmere in Canada e la regione di Thule in Groenlandia, e includere una parte del passaggio del Nord Ovest. 

Ovviamente ero partita sprint con altre opzioni di spedizione, come arrivare al polo nord (30k a testa) oppure il passaggio del nord ovest completo dall'Alaska alla Gronelandia (26k a testa). Visto i costi proibitivi e un piccolo sconto, mi sono lanciata su questa nuova tratta dell'Hurtigruten, aperta anche per dare il brivido a chi non ha abbastanza risorse, di provare una parte del passaggio del nord ovest!

COSTI: diciamo che appunto si tratta di un viaggio speciale, pensavo di aver già dato con L'antartide, che comunque era notevolmente scontato visto che eravamo ancora in periodo stress da covid con limitazioni e tamponi...per dettagli direttamente sul sito QUI!

COME VESTIRSI: per fortuna abbiamo partecipato alla mini spedizione alle Svalbard, almeno ci siamo ricordati cosa vuol dire fare un spedizione...nel senso che non è tanto la temperatura esterna, 10 gradi sono tanti!ma quanto si sta fuori e per quanti giorni...quello ti ammazza davvero!

Quindi come partiamo per questa spedizione, che ci terrà a temperature abbondantemente sotto i 10 gradi per 20 giorni!

. calzamaglia e maglia tecnica, pile, pantaloni con dentro il pelo

- giaccone e pantaloni da sci

- colbacco, guanti

Iniziamo con una introduzione: PASSAGGIO DEL NORD OVEST

Il Passaggio a Nord-Ovest è una rotta marittima che collega l’Oceano Atlantico con l’Oceano Pacifico attraverso l’arcipelago artico canadese. Questa via, se percorribile, rappresenterebbe un collegamento commerciale più breve tra Europa e Asia rispetto alle rotte tradizionali che passano attraverso il Canale di Panama o il Capo di Buona Speranza.

Fin dal XVI secolo, esploratori europei si lanciarono alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest, attratti dalla possibilità di scoprire una rotta commerciale più veloce e redditizia verso le ricche terre asiatiche.

Giovanni Caboto, il grande navigatore veneziano, fu il primo europeo direttamente incaricato di esplorare l’area, nel 1497. Salpato da Bristol, in Inghilterra, approdò sulle coste canadesi con soli 18 uomini di equipaggio, pensando erroneamente di aver raggiunto le sponde asiatiche. L’esploratore italiano sbarca sull’isola di Capo Bretone il 24 giugno, prendendone possesso in nome del sovrano inglese.

Dopo circa tre mesi, il “Matthew” – l’imbarcazione della spedizione di Caboto – torna in Europa, con grande gioia della Corona e della popolazione. La scoperta del Canada tracciava infatti grandi possibilità di crescita per le esplorazioni britanniche a livello oceanico. L’anno seguente, nel 1498, viene finanziata una nuova spedizione per Caboto. Cinque navi e oltre 200 uomini vengono inviati nuovamente in Canada, per migliorare le conoscenze della regione e per l’esplorazione della costa. Oltre che per verificare la storia del Passaggio a Nord Ovest. La spedizione, tuttavia, non farà mai ritorno

 

Nel corso dei secoli successivi, molti navigatori, tra cui Martin Frobisher, Henry Hudson e William Baffin, esplorarono l’Artico canadese, ma spesso si scontrarono con i ghiacci impenetrabili e condizioni estreme.

Spedizione di Franklin: una spedizione britannica partita nel 1845 con l'obiettivo di trovare e attraversare per la prima volta il Passaggio a Nord-Ovest, una rotta marittima attraverso l'Artico canadese che collega l'Oceano Atlantico al Pacifico. Dopo essere entrate nell’Artico canadese, le navi rimasero bloccate nei ghiacci presso l’isola di King William. L’intero equipaggio di 129 uomini morì, ma le cause esatte restano ancora oggi oggetto di studio. I documenti ritrovati e le testimonianze degli Inuit parlano di fame, freddo, malattie (forse scorbuto o avvelenamento da piombo) e anche casi di cannibalismo tra i membri dell’equipaggio. Per oltre 150 anni non si seppe quasi nulla del destino della spedizione. Solo nel 2014 e nel 2016 le due navi furono finalmente ritrovate nei fondali dell’Artico, in condizioni straordinariamente buone. Queste scoperte hanno riacceso l'interesse per la spedizione e continuano a fornire informazioni preziose.

Solo nel XX secolo, con il progresso tecnologico e la riduzione dei ghiacci artici, il Passaggio a Nord-Ovest divenne effettivamente navigabile, anche se solo per periodi limitati dell’anno. Oggi è di grande interesse strategico ed economico, soprattutto per via dei cambiamenti climatici che ne stanno facilitando l’accesso, aprendo nuove rotte commerciali e sfide per la tutela ambientale e la sovranità territoriale.

L’impresa diventa quindi uno dei miti assoluti delle esplorazioni, e il passaggio verrà conquistato solo nel 1906 dal norvegese Roald Amundsen, salpato su un peschereccio per la pesca delle aringhe di 47 tonnellate di stazza. La storia del Passaggio a Nord Ovest ha finalmente un vincitore. Alla fine del viaggio, Amundsen invierà un telegramma dalla città di Circle, in Alaska, annunciando il suo successo. Un traguardo fenomenale, considerando per quanto tempo si fosse cercata una strada marittima a queste latitudini.

Il viaggio, tuttavia, era durato 3 anni. La prima volta che si riuscì a completarlo in una sola stagione fu nel 1944, quando la St. Roch canadese riuscì a stabilire il traguardo.

Da allora, si sono moltiplicate le spedizioni e i tentativi di rendere il Passaggio una rotta marittima commerciale più semplice. Navi commerciali e imbarcazioni militari tentarono per decenni di renderlo più praticabile e facile. Nel 1969 fu la volta della SS Manhattan, accompagnata dal rompighiaccio canadese CCGS John A. Macdonald e dalla CCGS Louis S. St-Laurent, supportati da altri due rompighiaccio statunitensi.

La Manhattan era una grande petroliera, appositamente rinforzata per resistere alla pressione dei ghiacci. Nonostante la nave riesca effettivamente a compiere il viaggio dall’inizio alla fine, la rotta non fu ritenuta praticabile in termine di costi e tempi, preferendo alla via marittima la costruzione del Trans-Alaska Pipeline System.

Svariate imbarcazioni da diporto riescono negli anni a compiere il tragitto in maniera sempre più rapida, finché nel 1984 la nave passeggeri MS Explorer –  che affonderà poi nel 2007 nell’Oceano Antartico – diventa la prima nave da crociera a compiere il Passaggio a Nord Ovest.

Nel 2008, per la prima volta da secoli, il Passaggio a Nord Ovest si apre in maniera naturale, risultando completamente sgombro dalla presenza di ghiacci. Nell’autunno del 2013 la Nordic Orion, con i suoi 225 metri di lunghezza, è la prima grande nave a percorrere il Passaggio per scopi commerciali, lanciando effettivamente la rotta commerciale cercata per secoli.

Ad oggi il Passaggio a Nord Ovest rappresenta anche motivo di frizione fra gli Stati Uniti e il Canada, dal momento che Washington ritiene la rotta in acque internazionali, mentre il Canada la considera parte delle acque territoriali. La differenza non è così sottile, poiché la rotta dall’Europa all’Asia potrebbe risparmiare circa 4000 km attraverso il passaggio, rispetto alle attuali rotte che attraversano il Canale di Panama.

passaggio.jpg

Ecco di cosa stiamo parlando quando citiamo il PASSAGGIO DEL NORD OVEST!fondamentalmente con la nostra spedizione copriremo alcuni punti del passaggio, salvo ghiaccio, tempeste, tormente, orsi bianchi e chi più ne ha più ne metta, alla fine si tratta di una spedizione!!!

- Dundas Harbour: un tempo avamposto canadese, questo insediamento abbandonato ospita il cimitero più a nord del mondo, oltre a rovine, una spiaggia di pietre e prati ondulati, il tutto incorniciato da un suggestivo sfondo montano.

- Beechey Island è ricca di storia legata all’esplorazione polare ed è sede del cimitero della Spedizione Franklin

- Stretto di Bellot

BAIA DI BAFFIN

La Baia di Baffin, un vasto specchio d’acqua situato tra il Canada e la Groenlandia, rappresenta uno degli ecosistemi più remoti e affascinanti del pianeta. La sua posizione strategica e le sue caratteristiche uniche stanno attirando l’attenzione di scienziati, innovatori e politici, che intravedono in quest’area opportunità senza precedenti per lo sviluppo sostenibile e il progresso tecnologico.
Tratto di mare compreso tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Artico, misura 1130 chilometri da nord a sud. Per la maggior parte dell’anno, non è navigabile per la consistente presenza di grossi iceberg.
Delimitata dall’isola di Baffin a sud ovest, dalla Groenlandia a nord est e dall’Isola di Ellesmere a nord ovest, si congiunge all’Oceano Atlantico tramite lo stretto di Davis e all’Oceano Artico tramite i tanti piccoli canali dello stretto di Nares. La Baia di Baffin si può considerare una continuazione della parte nord-occidentale dell’Atlantico settentrionale e del mare del Labrador.

baia di baffin.jpg

La Baia di Baffin è un ampio specchio d’acqua situato tra la costa nord-orientale del Canada (in particolare l’isola di Baffin e la regione del Nunavut) e la Groenlandia occidentale. È considerata una delle aree marine più remote e inospitali del pianeta, nonché una delle più affascinanti dal punto di vista geologico, climatico e storico.

Geograficamente, la baia fa parte dell’Oceano Artico ed è collegata a sud con l’Atlantico attraverso lo Stretto di Davis e il Mare del Labrador, mentre a nord comunica con l’arcipelago artico canadese tramite diversi canali, rendendola un importante snodo nelle rotte del Passaggio a Nord-Ovest. Nonostante sia ghiacciata per gran parte dell’anno, nei mesi estivi le acque possono parzialmente aprirsi, permettendo una difficile, ma suggestiva navigazione.

La Baia di Baffin prende il nome dall’esploratore inglese William Baffin, che la esplorò nel XVII secolo durante le prime spedizioni europee in cerca di una rotta verso l’Asia attraverso il Polo Nord. Tuttavia, la regione era ben conosciuta da secoli dalle popolazioni Inuit, che ancora oggi abitano parte delle sue coste e vivono in stretta connessione con l’ambiente artico.

Dal punto di vista naturalistico, la Baia di Baffin è un ecosistema fragile ma straordinariamente ricco. Le sue acque fredde e profonde ospitano balene, narvali, trichechi, foche e orsi polari, oltre a importanti colonie di uccelli marini. Tuttavia, il cambiamento climatico e il progressivo scioglimento dei ghiacci stanno modificando radicalmente la regione, influenzando tanto l’ambiente naturale quanto l’equilibrio sociale e culturale delle comunità locali.

NUNAVUT

C'è stata già una prima incursione, nel 2022, per l'esatte a Iqaluit, e si può leggere il diario di viaggio QUI.

Ai tempi ci eravamo fermati ad Iqaluit per un semplice motivo, i costi dei voli interno al nunavut. Per dire, un volo di 40 minuti da Iqaluit a Pond Inlet: 600 euro!!Quindi abbiamo aspettando con ansia questa spedizione per esplorare i più remoti anfratti del Canada Artico!

nunvaut.JPG
nunavut.png

DAY 1: partenza da NUUK

Arriviamo sotto una buona nevicata!i locals all'arrivo sottolineano che si tratta di un evento raro per questi tempi, la neve a fine agosto!solitamente se la aspettavano circa 10 giorni dopo!dei simpatici ragazzi all'aereoporto ci fermano e ci chiedono il nostro itinerario...rimangono stupiti e ci chiedono di mandare delle foto in particolare di quando saremo nel profondo nord della groenlandia, Qaanaq, questo perchè pur essendo autoctoni e avendo anche dei lontani parenti in quel di Qaanaq, non ci sono mai stati!Il motivo è essenzialmente il costo!pensavo che per gli autoctoni non costasse circa 1000 euro quando va bene andata e ritorno e invece gli spostamenti interni rimangono comunque costosi!

Saliamo sul pullman e andiamo direttamente nella zona centrale: Nuuk è la capitale della Groenlandia, ma non aspettarti una grande metropoli. Con poco più di 18.000 abitanti, è una città a misura d’uomo, incastonata tra montagne e fiordi, dove la vita urbana e la natura selvaggia convivono a pochi passi di distanza. Fondamentalmente la parte carina da visitare è il famoso porto vecchio con vista sulle tipiche casettine, danesi, colorate!

Ci siamo fermati ancora a parlare con un ragazzo e un vecchietto che ci ha chiesto tutto e di più sull’italia, chiedendoci anche scusa perchè “sono completamente ubriaco”, scolandosi la bottiglia di jegermeister. Alcolismo in Groenlandia: un problema radicato e complesso. 

Dopo due orette di giro per la città finalmente ci imbarchiamo sulla nave Hurtigruten e nella nostra stanza, quella più low cost, ma decisamente soddisfacente! La nave in generale è molto attrezzata con palestra, sauna, piscina e jacuzzi che sono molto apprezzate per i giorni di navigazione e per la chiusura delle giornate. Altro punto interessante è che sulla nave sono presenti dei rappresentanti Inuit per letture specifiche che sono risultate molto interessanti!anche il team di spedizione è piuttosto preparato e ogni giorno preparano letture su diversi argomenti sulla base di quello che è il programma di esplorazione. 

Per esempio, prima dell'attraversata della baia di Baffin e per le prime tappe che fan parte del passaggio del nord ovest, ci sono state fatte letture sulle spedizioni per l'attraversamento del NWP, bellissime!Focus anche sulla biologia degli orsi polari, delle balene, dei narvali, insomma nonostante le varie ore in nave non c'è modo di annoiarsi.

DAY 2: attraversamento della baia di Baffin. 

Non è il drake, ma ero comunque nella lavatrice di nuovo, non ho chiuso occhio perchè, non essendo l'attraversamento della baffin così turbolento, avevo deciso di non drogarmi per attendere chiamata per la tempesta geomagnetica e l’aurora boreale!

Be...pessima idea!non è stato possibile per me dormire date le mini onde, solo 5 metri, che però hanno sballottato non male, nonostante la cabina in posizione strategica questa volta, in centro alla nave, ponte piu basso!

Durante la navigazione diurna però, abbiamo iniziato a vedere i primi iceberg e anche il primo animalucchio, tolti i pennuti, che dovrebbe essere un delfino!

DAY 3: NUNAVUT

C'è stata già una prima incursione, nel 2022, per l'esatte a Iqaluit, e si può leggere il diario di viaggio QUI.

Ai tempi ci eravamo fermati ad Iqaluit per un semplice motivo, i costi dei voli interno al nunavut. Per dire, un volo di 40 minuti da Iqaluit a Pond Inlet: 600 euro!!Quindi abbiamo aspettando con ansia questa spedizione per esplorare i più remoti anfratti del Canada Artico!

Qikiqtarjuaq ("isola grande" in Inuktitut) è un insediamento affacciato sulla costa orientale di Baffin Island, noto come accesso nord all’Auyuittuq National Park. Ma è molto interessante, è la prima volta che viene organizzata una discesa in questo villaggio, normalmente appunto ci arrivano i turisti per questo parco,. Qikiqtarjuaq, il cui nome in Inuktitut significa "grande isola" (anche se misura sui 12 × 16 km), è un piccolo insediamento inuit situato su Broughton Island, al largo della costa orientale di Baffin Island, nel territorio di Nunavut, Canada. Con circa 593 abitanti (dato 2021) e una densità di 4,5 persone per km², è una comunità raccolta, accogliente e profondamente radicata nella cultura inuit. Qikiqtarjuaq è considerato una delle porte d’accesso settentrionali verso il meraviglioso Auyuittuq National Park, celebre per i suoi picchi come Mount Thor e Mount Asgard, i canyon glaciali e i fiordi imponenti. La zona è anche nota come la “capitale mondiale degli iceberg”: le correnti di Davis Strait portano iceberg spettacolari proprio al largo del villaggio. Le radici inuit sono forti: arte tradizionale, abiti di pelle di foca, tecniche artigianali. Inoltre, la comunità organizza attività culturali come la Suicide Prevention Walk, una camminata di solidarietà e speranza che segue l’antico percorso da Kivitoo. Il villaggio è servito dall’aeroporto di Qikiqtarjuaq (YVM), dotato di pista in ghiaia compatta, radiocomunicazioni e servizi di rifornimento, ed è spesso utilizzato anche come scalo tecnico per voli tra Canada ed Europa, grazie alla sua vicinanza geografica alla Groenlandia.

Il punto più alto per me è stato....quando hanno detto che quella stessa mattina un bell'esemplare di orso polare si aggirava per il villaggio!

senza nemmeno dirlo il mio desiderio più grande è vedere un bell'orsetto, magari partecipare anche ad una evacuazione del sito per arrivo di un orso!Per il resto questo primo assaggio di villaggio del nunavut è stato decisamente interessante. 

Abbiamo avuto modo di assistere alla cerimonia della luce ovvero la Qulliq cerimony che prevede l'accensione di una lampada tradizionale in pietra saponaria, chiamata appunto qulliq. Questa lampada, risalente all'era precoloniale, serviva storicamente a fornire calore, luce, per cucinare e asciugare i vestiti, e simboleggia la forza, la cura e l'amore delle donne Inuit come custodi del focolare e della vita. Oggi, la cerimonia del qulliq si svolge in occasioni speciali, celebrazioni e raduni culturali, come un modo per connettersi con le tradizioni e onorare il passato. 

Il qulliq ha una forma a mezzaluna che contiene olio di grasso animale (tradizionalmente di foche o balene). La miccia, fatta di cotone artico e muschio, viene immersa nell'olio per assorbirlo e accendersi. Tradizionalmente, l'accensione e la cura della lampada erano un compito riservato alle donne, che la accendevano per tutta la notte. La lampada era il fulcro della casa e il cuore della famiglia. 

DAY 4-11: verso il nord del Nunavut, il passaggio del Nord Ovest

Gibbs fjord: È un fiordo lungo circa 70 km che si presta bene sia per l'ingresso con la nave che spedizione con lo zodiac. Da notare bene che le dimensioni in Nunavut non sono ben percepite...sembra di essere vicini alla costa e invece si è a 10 km di distanza...infatti cercavo di scorgere un orso guardando con il binocolo fino a che non mi è stato sottolineato che è qualcosa di impossibile...nemmeno con i binocoli militari presenti sulla nave sarebbe stato possibile vedere un orso visto le distanze!anche entrati nel fjord le distanze tra la nave e la costa erano pazzesche!mi sembrava di essere distanti 500-800 metri dalla costa e invece si parlava di almeno 3 km...per attraversare il fiordo e arrivare fino alla fine dell'insenatura, ci abbiamo messo tutta la giornata!

Nonostante questo ci siamo buttati subito sul ponte della nave e siamo riusciti ad avvistare in lontananza dei narvali, creature schive, gli unicorni del mare, cacciati in grande quantità e senza regole dagli Inuit. Mi piacerebbe rivederli da vicino, ma le temperature si stavano abbassando, nonostante il sole alto per tutto il viaggio, quest' anno ha fatto particolarmente freddo e quindi il mare ha iniziato a ghiacciarsi precocemente portando i mammiferi marini, compresi gli orsi, o più a nord oppure più a sud (vedi balene)!

Sicuramente c'è da dire questo: se cercate un vero deserto, deserto sia dal punto di vista della flora che della fauna, il Nunavut è il posto per voi. E il posto per me devo dire!Mi sono sentita sulla luna come in pochi luoghi al mondo, nulla a che vedere con il nord della groenlandia o anche delle svalbard!nonostante sensibilmente più a nord del punto più a nord raggiunto in nunavut (in nunavut scarso 70 esimo parallelo contro 77 esimo del nord della groenlandia e nonostante avessimo superato l'80 parallelo alle svalballd), le correnti calde che raggiungono l'ovest e il nord ovest della groenlandia e delle svalbard, rendono queste terre molto più "miti". Se volete vedere animali, sicuramente il nunavut non è il posto per voi!o almeno, sicuramente è più difficile, ma mi sono sentita fuori dal mondo per la prima volta dopo tanti anni. Il luogo più aspro, "cattivo", inospitale che abbia mai visto...e decisamente uno dei più affascinanti!

A proposito di luogo inospitale...ho scoperto un pezzo di storia pazzesco del Canada: la RILOCALIZZAZIONE degli INUIT, relocation per 2 anni che poi sono diventati 30

Nel 1936: grandissima idea del governo canadase...

Gli Stati Uniti, si sempre loro, hanno dichiarato che, per contrastare il male assoluto ovvero i Russi, avrebbero dovuto piazzare della basi a scopo difensivo...nel canada artico!adesso, che ci azzecca il canada artico con la russia, tenendo conto la geografia, quando hai già l'Alaska...diciamo che era un tentativo per mettere il piedino in Canada, diciamo la verità!Con che scusa?tanto il canada artico non è per niente abitato per cui, che sarà mai?

Il governo canadese a questo punto si è allarmato e ha partorito una grande pensata!perchè non prendiamo gli Inuti, che vivono nella baia di hudson, nel quebec del nord, che sono abituati a certe temperature, e li deportiamo negli angoli più sperduti del Nunavut?

Questa mossa è considerata dall'epoca come volontaria, ma che in realtà non lo era. 

AIl governo disegna un esperimento con poche famiglie inuit promettendo che, dopo due anni di permanenza in un luogo ricco di pesca, animali e !benessere", nel caso avrebbero potuto tornare nel loro luogo di origine.

Nel 1953 gli inuit di Port Harrison sono stati deportati, perchè questo è il termine, in 3 siti: resolute bay, Craig harbour in ellesmebere island (per poi spostarsi a Grise Fjord, poco più a ovest, perchè Craig Harbour era risultata davvero troppo inospitale)  e su Devon Island. I primi a luglio del 1953 hanno messo tutti su una barchetta, e hanno poi diviso le famiglie , sottolineando che in due anni li avrebbero rivisti. Da testimonianze che si possono reperire su youtube: "Non sapevano nemmeno dove sarebbero andati, il governo sottolineava solo che sarebbero stati molto lontani e già da questo iniziavano a capire che sarebbe stato difficile tornare indietro. Li hanno farti partire con niente, li hanno dato qualcosa per coprirsi e un paio di calzini. Quando sono arrivati hanno visto tutto il ghiaccio, nessuno gli aveva preannunciato che sarebbero andati in una landa desolata".

Raccontano che dopo averli lasciati a Resolute, dove non c’era niente, si aspettavano di vedere un ospedale, una chiesta almeno perchè pensavano di andare a migliorare la vita, e invece c’era solo la tundra. Hanno costruito quindi le tende fatte da loro e lampade con olio di foca.

Per 3 mesi non hanno visto il sole; come riporta una ragazza, non essendo a conoscenza di questo fenomeno, pensava che il sole nos sarebbe più sorto. Aggiungiamo che la grande quantità di animali era una bugia: i caribou e i buoi muschiati non solo sono pochi, ma esistono regole rigide, ovvero che si può sparare solo a un caribou per famiglia e nessun bue muschiato...nel nord del quebec ci sono 50 specie di fauna marina, a Grise fjord solo 4 o 5. Erano abituati a cacciare in open water, adesso non esiste open water devono trovare il buco nel ghiaccio che viene utilizzato dalla foca per respirare e aspettare che salga, il che può voler dire anche ore. Secondo il primo report del governo, gli Inuit sono tutti contenti tranne uno, al quale hanno detto di aspettare fino all 'estate prima di decidere se tornare o meno a Port Harrison.  Nel marzo 1955 cambiano le regole: gli Inuit di Resolute chiedono di poter tornare indietro tutti quanti, ma il governo sottolinea che, certo è possibile, ma avrebbero dovuto farlo a loro spese. Ovviamente non avevano soldi a sufficienza per un viaggio del genere, anche perchè le finanze servivano per comprare i prodotti minimi, come la farina, zucchero. Negli anni 60 la vita a Grise fjord e resolute bay  cambia, costruiscono scuole, case, hanno formato una comunità forte e quindi la vita diventa migliore. D'altra parte iniziano ad aprire i bar e con i bar i local iniziano a bere sempre di più. In effetti durante il freddo intenso e il buio dell'inverno non si può uscire di casa, non si può cacciare, fondamentalmente non si puà fare nulla...fa troppo freddo!Un local sottolinea che l'unico modo di tollerare tutto questo è l'alcool.  Negli anni 1970 gli Inuit hanno potuto iniziare a tornare a casa, molti sono tornati nel nord el quebec, mentre sono ancora diverse le famiglie oramai a rimanere nel Nunavut artico.

La policy della relocation è continuata fino agli anni 70. Nel 1996 nel marzo, il governo ha dato 10 milioni in compensazione per le famiglie, ma senza scuse. Per arrivare le scuse si è dovuto aspettare fino al 27 febbraio 2025.

Dundas Harbour

Questo sito storico e panoramico si trova sulle coste meridionali dell’Isola Devon. Il porto era una vecchia postazione della Royal Canadian Mounted Police (RCMP) ed è stato anche una base per ricerche scientifiche ed esplorazioni. Ottimo punto per escursioni, spesso si possono vedere i bue muschiati lungo la penisola. Una volta è stato anche abitato dagli Inuit, ma le condizioni climatiche erano così estreme da far si che si abbandonasse il sito.

Questa storia della relocation degli Inuit mi ha profondamente toccata. Bisogna vedere con i propri occhi questi luoghi per comprendere minimamente il disagio che devono aver vissuto. Non stiamo solo parlando di mesi di buio, di freddo intenso, stiamo parlando di un vero deserto di ghiaccio. 

Superato Dundas Harbour ci addentriamo nel passaggio del nord ovest, in particolare passando attraverso Lancaster Sound (Tallurutiup Imanga), la porta d’ingresso al Passaggio a Nord-Ovest.

Questo spettacolare stretto ospita paesaggi incredibili, iconica fauna artica e vivaci comunità inuit. Abbiamo in programma di navigare a fondo nello stretto e, nel corso di tre giorni nella zona.

Isola Beechey (Iluvilik)

Questo luogo ha un ruolo importante nella storia dell’esplorazione artica, noto soprattutto per la sfortunata spedizione Franklin a metà del XIX secolo. L’isola ospita diverse tombe ben conservate dei membri della spedizione e un monumento che ricorda gli sforzi di esplorazione artica.

Mentre stavamo andando verso l'ngresso di lancaster sound ecco che quasi ci finisce in testa un aereo canadese, aereo o di pattuglia della zona oppure di rescue!CP140 Aurora.

In beechey island hanno trovato  le tombe di tre della spedizione di Franklin, che sono morti il primo inverno della spedizione. John Torrington , a 20 anni, Johm Jhartnell ne avvea 25, William Braine a 32 anni. Gli archeologi hanno scavato per capire di cosa fossero morti, visto che lo scorbuto  era oramai noto e utilizzavano succo di agrumi per combatterlo. Hanno trovato i corpi molto ben conservati all'interno del permafrost e hanno individuato alto livello di metalli nel sangue che arrivano dalle scatolette per contenere gli alimenti:  avvelenamento da piombo (condito con tubercolosi).

Baia Croker

Una pittoresca baia sulla costa sud dell’Isola Devon. Con due grandi ghiacciai che si estendono dal ghiacciaio dell’isola, è un posto ideale per escursioni in zodiac. Colonia di trichechi che si rilassano sulle lastre di ghiaccio distaccate.

Isola Coburg (Nirjutiqarvik)

Quest’isola è un’area protetta nazionale per la fauna selvatica e mantiene il significato del suo nome in Inuktitut, Nirjutiqarvik, che significa “Il posto degli animali”. L’isola è famosa per le sue importanti colonie di uccelli marini, tra cui grandi popolazioni di urie lombriccole e fulmari artici, ed è un’area di alimentazione fondamentale per i mammiferi marini.

Ed infatti, proprio in questa zona finalmente lo abbiamo visto, lui, il re dell'artico, l'orso polare!!

Ovviamente è stato individuato a 3 km di distanza dal cannocchiale militare della nave, ci siamo avvicinati fino a circa 500 metri di distanza per ammirare LUI in tutta la sua maestosità mentre cercava di scendere lungo la scogliera.

nunavut-map.gif

GROENLANDIA DEL NORD E DELL'OVEST

greenland_map_600.jpg

Dobbiamo purtroppo lasciare il Nunavut, riattraversare la baia di Baffin, e indirizzarci verso la groenlandia. Dico purtroppo perchè non so come dire, mi sono trovata profondamente a mio agio in quelle lande desolate. Non invidio i poveri Inuit, ma come luogo da visitare penso che sia uno dei più suggestivi che abbia visto in vita mia!Punto altissimo per chiudere questa esperienza...il mare ha iniziato a ghiacciarsi precocemente. è paritto l'alert ghiaccio direttamente dalle autorità marittime canadesi e quindi abbiamo dovuto cambiare rotta per evitare il rischio di rimanere intrappolati nel ghiaccio. Questo ha comportato da una parte un cambiamento appunto della rotta che non ho particolarmente gradito, perchè abbiamo dovuto rinunciare a una tappa nei pressi di Ellesmere Island, d'altra parte ci ha regalato una navigazione tra il pack in notturna che difficilmente potrò dimenticarmi!

Day 13-14: regione di Thule

“Ultima Thule” era il termine usato nel IV secolo a.C. dall’esploratore greco Pitea per descrivere una terra mitica nel lontano nord. Nessuno sa con certezza quale luogo avesse in mente Pitea quando coniò questo nome, ma per alcuni si riferisce al lontano nord della Groenlandia.

Le condizioni climatiche estreme durante tutto l’anno garantiscono isolamento e una vita dura per gli abitanti. Questa fu la prima area della Groenlandia mai colonizzata dai predecessori degli Inuit, circa 4.500 anni fa.

La ricca presenza di uccelli e animali fornisce sostentamento, e la cultura tradizionale della caccia qui è sopravvissuta meglio che in altre parti della Groenlandia. Le conoscenze locali sui viaggi polari sono state molto richieste nelle spedizioni europee e americane, sia come guide sia come salvatrici. Grazie alla sua posizione, questa regione è stata il punto di partenza naturale per molti viaggiatori diretti verso il Polo Nord.

Il punto fondamentale è proprio questo, ricca presenza di uccelli e animali fornisce il sostentamento...già appena arrivati nei d'intorni di Qaanaq l'atmosfera che si respira è profondamente diversa rispetto a quello che abbiamo visto in Nunavut, profondamente diverso!

Day 14: Qaanaaq

Qaanaaq (in passato Thule) è un villaggio di 645 abitanti, situato nel nord-ovest della Groenlandia, nel comune di Avannaata, sulla costa, a 77 gradi di latitudine nord. Si tratta di uno degli insediamenti più settentrionali al mondo. Nella zona si trovano anche i villaggi di Qeqertat e Sjorapaluk. La base aerea americana di Thule, oggi Pituffik, si trova 100 km a sud.
Circa 150 km ad ovest si trova l'isola di Ellesmere, appartenente al Canada. Abbiamo partecipato a una passeggiata fino alla collina che sovrasta Qaanaaq di circa 4 km che è stata a dir poco devastante!un vento gelido che tagliava la faccia, fare questi pochi km è stata una vera fatica, ma devo dire che il panorama dall'alto ha ripagato tutti gli sforzi con gli enormi iceberg che iniziavano ad avvicinarsi alla costa!per il resto della giornata abbiamo vagato per l'insediamento e abbiamo partecipato a uno spettacolo dei locals che si sono vestiti con i loro abiti tradizionali, fatti di pelle di orso e di foca, e che ci hanno deliziato con cibo locale (narvalo, balena e foca...crudi!!) e lezioni di caccia con kayak e di canti tipici.

Day 15: Melville Bay

Si tratta di una vasta baia che si affaccia sulla costa ghiacciata di Lauge Koch, dove le calotte glaciali incontrano il mare. Conosciuta dai locali come Qimusseriarsuaq, che significa “Il Grande Luogo per le Slitte Trainate dai Cani”, la baia fu rinominata dai esploratori britannici in onore di Robert Dundas, 2° Visconte di Melville, a metà del XIX secolo.

Day 16-18: Groenlandia dell'Ovest

Fiordo di Uummannaq
La comunità di Uummannaq è una splendida cittadina su un’isola dominata da una montagna a forma di cuore dove è possibile giocare a calcio nel campo da calcio più a nord del mondo!

Stretto di Vaigat (Viagat Sound)


Chiamato anche Stretto di Sullorsuaq, questo splendido braccio di mare si trova tra due terre frastagliate all’estremità nord della Baia di Disko. In questo caso siamo scesi sia per una "science boat" per studiare la profondità, la temperatura della baia e recuperare zoo e fitoplacton da valutare poi al microscopio, sia con lo zodiac.

Mentre eravamo in attesa di salire sullo Zodiac, ci trovavamo sul ponte della nave ad osservare la baia, ed eccola lì, in tutto il suo splendore, una megattera ha iniziato a fare il suo show!un enorme boato ha dato il via allo spettacolo di salti e saluti con la pinnetta!

Per chiudere la giornata abbiamo anche partecipato a un bel giro in kayak tra gli iceberg e il pack della baia!

Aurora Boreale

E lo stesso giorno, dopo la danza delle balene...dovevamo per forza chiudere in bellezza. Dovevo vedere l'aurora boreale. In realtà teoricamente l avevamo avvistata anche il giorno prima, ma non è stato così soddisfacente.

Il giorno prima siamo stati avvisati dal capitano che l'aurora era pronta a salutarci!ci siamo svegliati di fretta  e furia e ci siamo appostati sul ponte per vederla...ma un pò di delusione, il cielo era coperto e abbiamo visto solo alcuni sprazzi di aurora.

Quindi ero più che determinata nel vederla come si deve, questa notte.

Dotata di forecast, ma soprattutto di link per vedere in webcam il cielo davanti a illulissat, verso mezzanotte ci vestiamo di tutto punto e ci prepariamo per la corsa al ponte numero 10 al primo accenno!

Ed ecco che, puntuale come mai visto da forecast, a mezzanotte e 45 minuti inizia ad intravedersi l'aurora!

Iniziamo a fare video e fotografare il più possibile, ma so che la notte è ancora lunga perchè il forecast dice che alle 2 del mattino ci sarà il picco massimo. E stare fuori per un'ora e quindici minuti non è poco, fa freschino questa notte, si scende 5-6 gradi sotto lo zero e si sente tutto!

Entriamo e usciamo dalla nave in base ai video su youtube in live webcam e alle 2 accade quello che era previsto: una vera esplosione!tutto il cielo inizia a tingersi di verde, un verde visibile anche all'occhio umano, che inizia a danzare in tutto il suo splendore. Mi commuovo, letteralmente, non si è mai preparati abbastanza a uno spettacolo del genere!A kangerlussuaq e anche dall'aereo verso el Hawaii siamo riusciti a vedere una aurora notevole, ma qui si è superati!riusciamo anche a catturare il verde e il movimento dal video fatto con l telefono tenuto in mano, quindi con una esposizione ridicola, per dire quanto fosse forte!

Verso le 2 e 30 l'attività inizia a ridursi e ci riteniamo soddisfatti, torniamo dentro la nave mentre diverse persone stanno uscendo per godersi lo spettacolo...e qui arriva una fortissima critica al capitano della nave, non c'è stato alcun avvertimento questa notte. Nessun alert per l'arrivo dell'aurora. Perchè avevo deciso che quella sarebbe stata LA notte e quindi sono rimasta sveglia tutto il tempo monitorando la situazione. Infatti eravamo pochissimi, forse una decina a vedere lo spettacolo. Male molto male, è come se ci avessero avvisato già il giorno precedente, flaggato il compitino e stop. un pò come è successo per l'orso polare.

Per questo motivo, molto bene la Hurtigruten perchè ben organizzata, soddisfacente per il prezzo, ma a poter spendere di più probabilmente andrei con la National Geographic o con La Quark experdition dove questi aspetti vengono curati molto di più. Si certo, si parla di alcuni migliaia di euro in più, dove anche solo 4- o 5 in più per noi fanno la differenza!

Ilulissat Icefjord – Questo spettacolare sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO è tra le attrazioni imperdibili della Groenlandia. Abbiamod eciso di arrivare a piedi direttamente sul ghiacciaio, ma poi decidiamo anche di prendere la barchetta per navigare tra gli enormi iceberg, che, come ci dice il capitano, si sono notevolmente ridotti di dimensioni!non stiamo più parlando di centinaia di metri in altezza, ma solo di 20-30 metri!!

vale la pena sicuramente fare entrambe le esperienze, facilmente organizzabili anche da soli.

L'ultimo giorno lo passiamo a Sisimiut, in tutta onestà completamente da saltare per quanto mi riguarda, a meno che non si voglia partecipare all'Artic Rail, una passeggiata non indifferente che collega Kangerlussuaq a Sisimiut!

  • email.png
  • MB__home.png
bottom of page